“Sei davvero capace di vedere oltre?” Intervista di Urban Mirrors

clicca qui per leggere l'intervista in italiano clicca qui per leggere l'intervista in inglese

Qual è stato il tuo primo approccio alla fotografia? Hai iniziato per puro interesse personale, oppure è nato dalla semplice necessità di fotografare i tuoi lavori? Ho iniziato ad interessarmi alla fotografia durante gli studi di Graphic Design al Triennio dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, perché tra le diverse materie di quel corso, mi sembrava quella che materializzava l’espressione artistica pura e libera che stavo cercando. Il mio primo vero approccio a questo nuovo mezzo di espressione, è stato lo studio anatomico, affascinata dai lavori di Robert Mapplethorpe. Il corpo umano era il mio soggetto preferito anche nei miei primi esperimenti pittorici. In seguito, ho scoperto alcuni artisti contemporanei il cui linguaggio mi ha portato ad interrompere qualsiasi legame con la rappresentazione artistica tradizionale e con la figurazione.Artisti quali Nick Cave, Matthew Barney, Erik Ravelo, Akatre ed altri, hanno contribuito a delineare in me una nuova visione dell’arte, introducendo in maniera spontanea nella mia ricerca estetica, una carica di ironia, giocosità e colore. Successivamente ho iniziato a “ritrarre” degli artisti attraverso l’obiettivo fotografico, la serie Profili d’Artista, 2013, diventato il progetto di tesi di laurea del Triennio. I corpi venivano trattati come parte di un’installazione (vivente), con il fine di tradurre in forma visiva, la fusione tra la personalità e l’espressione artistica di ognuno dei soggetti ritratti.  (leggi di più)

condividi su:


torna indietro