Biografia

Eleonora Gugliotta, (Capo d’Orlando ME, 1989) è specializzata all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano in Decorazione Contemporanea.

Il suo primo orientamento maturo all’arte contemporanea avviene attraverso la fotografia che si mostra per lei come risposta all’esigenza di sperimentare nuovi strumenti e tecniche diversi da quelli pittorici da cui era partita studiando decorazione pittorica.

Le sue produzioni hanno un’impostazione sempre evocativa e spesso ironica; indagano l’interiorità degli individui, riflettono in particolare sul processo di trasformazione dell’uomo e più nello specifico: la difficoltà di adattamento, la sofferenza per un mancato ricongiungimento con la sua natura, le capacità di osservazione e analisi distorte da schemi mentali e sovrastrutture sociali anche rispetto alla condizione femminile.

Nei suoi lavori più recenti utilizza parti organiche prodotte e provenienti dal vissuto dell’uomo, elementi di corporeità e oggetti relazionali e di affetto. Questi lavori sono stati esposti nella mostra personale nell’Ex Studio di Piero Manzoni, nel cuore di Brera a Milano, in cui il fruitore era invitato a relazionarsi intimamente all’opera.

Si può notare come nella produzione dell’artista, come in quella dei suoi modelli di riferimento, ricorra frequente l’uso del colore, in particolare nei suoi interventi urbani in cui vengono utilizzati fili di lana colorati, per “modificare” e dare una nuova vita ad oggetti e luoghi del passato. Il filo di lana è un materiale da lei frequentemente utilizzato, in alcuni lavori viene trattato con colle e indurenti per creare superfici informali e materiche che cambiano aspetto attraverso il variare della luce. Tra le sue ultime istallazioni sono presenti degli ambienti sensibili al movimento, che innescano cambi di luce (luce calda – luce wood) capaci di alterare l’aspetto dell’oggetto e la percezione che se ne ha, a voler ribadire l’essenzialità dei fattori curiosità e capacità di osservazione per comprendere la vera essenza o le nuove visioni del “soggetto” osservato.

Questo tema diventa occasione per riflettere, attraverso una recente performance, sulla metamorfica evoluzione umana e il camuffamento che ne consegue per adattarsi al mondo.

Massimo Mazzone

 

 

Clicca qui per scaricare il CV